2. 12 // IN SOLIDARIETÀ CON I MARTIRI DI ODESSA

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Il Collettivo Scintilla si unisce alle azione proposte in tutta Italia dalla Rete Noi Saremo Tutto e ricorda l’eccidio del 2 maggio 2014 a Odessa.

Dal sito della Rete  [http://www.noisaremotutto.org/2014/12/02/ricordiamo-con-rabbia-odessa-2-maggio-2014/]:

Il 2 maggio del 2014 costituisce un preciso spartiacque non solo per la storia travagliata della popolazione ucraina, ma per tutti i popoli la cui mai placata sete di giustizia è stata in quel giorno mortalmente annichilita, nonché una tragica conferma della preveggenza del succitato poeta comunista tedesco….

Il 2 maggio ad Odessa, da una provocazione ordita secondo il ben oliato copione delle operazioni false flag, con il più o meno consapevole contributo delle tifoserie di alcune delle maggiori squadre calcistiche ucraine, ne è scaturita una feroce offensiva contro i manifestanti anti-Maidan che lontani dal teatro in cui veniva messa in scena il pretesto per l’attacco subirono un vero e proprio pogrom all’interno dell’edificio in cui avevano trovato rifugio: la Casa dei Sindacati a cui le orde neo-naziste avevano dato fuoco sotto lo sguardo compiaciuto delle forze dell’ordine.

L’indicibile barbarie di cui sono state vittime ufficialmente poco meno di cinquanta persone, in realtà molte di più, che hanno perso la vita in quella circostanza, è stata subito oggetto di una ignobile falsificazione mediatica ad opera dei mass-media occidentali, mentre il tentativo di far emergere la verità storica non ha pressoché trovato spazio nei mezzi di informazione “nostrani”.

Questo episodio risulta uno tra i più gravi eccidi politici perpetrati da uno stato sul “proprio” territorio dopo la seconda guerra mondiale, e deve imprimersi nella coscienza di ognuno al pari della “notte nera” parigina del 17 ottobre del 1961 contro la popolazione algerina residente nella capitale francese, o il bloody sunday del 30 gennaio 1972 a Derry in Irlanda del nord…

In Ucraina, dalla seconda metà d’aprile inizia l’esecuzione della “soluzione finale” della giunta golpista di Kiev prodotta da Euromaidan contro i propri oppositori, siano essi le popolazioni del Donbass che tutti coloro che contrastano il nuovo corso della politica Ucraina dominata da una “coalizione” formata da una cricca di oligarchi e da neo-nazisti.

E da allora la situazione non è cambiata…

Questo prodotto politico confezionato da USA e Europa ci dice molto rispetto al futuro che ci aspetta e che è terribilmente più vicino di ciò che pensiamo, e la memoria ci ricorda che quando un movimento di estrema destra incontra il grande capitale le accelerazioni storiche sono dietro l’angolo. Per questo ricordiamo con rabbia quel giorno e onoriamo i martiri di quella strage, convinti che di fronte alla barbarie imperialista ieri come oggi non bisogna fare un passo indietro, pena l’inevitabile capitolazione ed è questo che oggi ci insegna la resistenza in Donbass.

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