9.11 // LE OFFICINE DI BELLINZONA NON SI TOCCANO

 

Dopo il tentativo di chiusura definitiva delle Officine del 2008, ora le Ffs ci riprovano: sebbene non sia ancora ufficiale, sembra proprio che la regia federale miri a dimezzare entro il 2026 il numero di maestranze – passando dunque da 400 a 180 operai – a seguito della delocalizzazione da Bellinzona a Castione.

Invece di essere salvaguardate, dopo che sono state strenuamente difese con le unghie e con i denti da lavoratori e popolazione tutta, le Officine sono nuovamente sotto attacco. Prima la delocalizzazione dalla sede storica di Bellinzona, che già faceva presagire il peggio, ora questa notizia: tutto fa intendere che il futuro sarà sempre più plumbeo e che la prossima decisione delle Ffs punterà a ciò che non è riuscita a ottenere nel 2008.

Il Collettivo Scintilla si oppone fermamente alla chiusura delle Officine di Bellinzona, come a qualsiasi altro attacco alla classe lavoratrice. La chiusura delle Officine è un simbolo, rappresenta un assalto sempre più spietato ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, in un mondo salariato sempre più precario. Ogni giorno si assiste a un peggioramento di questi diritti: è di questi giorni, per esempio, la proposta di flessibilizzazione degli orari di lavoro avanzata dalle piccole e medie imprese, fino a un totale di 50 ore lavorative settimanali. Non è invece una notizia nuova il fatto che l’utilizzo di lavoratori interinali sia sempre più importante da parte delle imprese, ciò che ha comportato la creazione di un nuovo status lavorativo permanente. Come pure è già ampiamente assodato che le condizioni salariali e sociali siano sempre più precarie.

E chi ingrassa è sempre e solo il capitale, sulle spalle di tutte e tutti noi. Non possiamo assistere inermi di fronte a questo peggioramento continuo, che non pare si voglia arrestare. Le cose andranno sempre peggio, non è più il tempo di adottare dei palliativi, questo sistema non può e non dev’essere riformato.

Nel 1865, nel saggio “Salario, prezzo e profitto”, Karl Marx affermava che: “Eppure, tutta la storia dell’industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione”. La misura è colma, non possiamo più accettare che il capitale faccia sprofondare lavoratori e lavoratrici in una crisi più profonda: salvare le Officine e salvare tutta la classe lavoratrice dev’essere la nostra parola d’ordine.

CONTRO CAPITALE E PRECARIATO, PER LE OFFICINE E PER TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI, ORGANIZZARSI E LOTTARE!

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>