12.01// PAESE BASCO: IL TERRORISMO È DI STATO

Thousands march behind a banner reading "Repatriate all Basque Prisoners" during an annual nationalist demonstration in Bilbao

Mentre tutto il mondo occidentale e i suoi capi di Stato piangono la strage avvenuta nella redazione del settimanale “Charlie Hebdo”, facendo altisonanti proclami a favore della libertà di stampa ed espressione e contro il terrorismo, nel Paese Basco, una volta ancora, si perpetua la repressione contro la struttura di solidarietà che combatte in favore dei diritti civili delle prigioniere e dei prigionieri politici. Ancora una volta, la macchina oppressiva di Madrid si è messa in moto affinché non ci siano dubbi sul fatto che cercherà di fermare la lotta degli indipendentisti baschi con qualsiasi mezzo. Sedici persone legate a organizzazioni della sinistra indipendentista basche, fra cui dodici avvocati impegnati nella difesa dei diritti dei prigionieri politici, sono state arrestate lunedì 12 gennaio, nel corso di una maxi-operazione ordita dalla Guardia Civil, e accusate di crimini di tipo fiscale , oltre all’intramontabile reato di “integrazione in organizzazione terroristica”. Manovra avvenuta a poche ore dalla marcia che ha visto a Bilbao 80’000 persone scendere in piazza, per l’ennesima volta, al fine di esigere il rispetto dei diritti delle prigioniere e dei prigionieri politici baschi. Dimostrazioni che non hanno nessun effetto su Rajoy e il suo sistema giudiziario, che imperterriti proseguono nella loro personale “lotta al terrorismo”. La chiamano lotta al terrorismo, quando è più che evidente che l’unico terrorismo è quello operato da Madrid contro i diritti civili della propria classe operaia e l’indipendentismo di sinistra basco: attraverso la prosecuzione dell’uso della detenzione in incommunicado, che permette alla Guardia Civil di trattenere una persona sospettata di terrorismo fino a 13 giorni senza che costui possa parlare con un avvocato, un medico o alla famiglia, con l’utilizzo sistematico della tortura durante gli interrogatori e di un uso brutale della forza durante delle manifestazioni pacifiche. Inutile che il primo ministro Rajoy marci a Parigi per il rispetto delle libertà sopraccitate, quando è il primo a non voler rispettare i diritti dei propri cittadini: inutile scandalizzarsi degli atti brutali effettuati dal “nemico comune”, l’integralismo islamico, quando giorno dopo giorno, nel silenzio e l’indifferenza internazionale, la Guardia Civil e il governo dello Stato spagnolo commettono efferate e brutali violazioni, altrettanto gravi e intimidatorie nei confronti del movimento popolare e in particolare dei suoi settori più coscienti e organizzati.

Il Collettivo Scintilla si unisce alle denunce contro le intimidazioni e le violazioni dei diritti fondamentali attuati dallo Stato spagnolo verso le compagne e i compagni baschi e solidarizza con le prigioniere e i prigionieri politici sparsi per tutto il Paese. Venerdì 23 gennaio sarà organizzata una cena in solidarietà col Paese Basco alle ore 20.00 al Bar dal Giovann a Osogna . Vi aspettiamo numeros*.

 

LA LOTTA È L’UNICO CAMMINO!

BORROKA DA BIDE BAKARRA!

MOLTI PAESI, UNA SOLA LOTTA!

HAMAIKA HERRI BORROKA BAKARRA!

12. 12 // SOLIDARIETÀ CON JONE

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Il Collettivo Scintilla aderisce alla mobilitazione di Solidarietà nei confronti di Jone, compagna basca, ingiustamente accusata e perseguitata politicamente, al momento ricercata e condannata a un anno e mezzo di carcere.

” Liberare tutt* vuol dire lottare ancora”.. JONE LIBRE, NO PASARAN!


Per più informazioni: http://www.naiz.eus/eu/actualidad/noticia/20141212/he-decidido-vivir-libre-y-sera-posible-gracias-al-compromiso-de-la-gente

https://www.facebook.com/jonelibre?ref=ts&fref=ts

20.09 // La solidarietà non conosce frontiere

Dall’Antiracup festival di Lucerna.

La nostra solidarietà non conosce frontiere: libertà per Alfon, Urtzi e Telle!

Grebalariak aske! Libertad detenidxs por luchar!

 

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LU-MA 24 e 25.03 // Solidarietà con il popolo basco (Friborgo)

Nel Paese basco (Euskal Herria), territorio tra il nord dello Stato spagnolo e il sud dello Stato francese che conta circa tre milioni di abitanti, vi sono tuttora più di 600 prigionieri e prigioniere politiche. La stragrande maggioranza di essi si trova incarcerata al di fuori del territorio basco, dispersa in decine di prigioni spagnole e francesi a centinaia di kilometri dai loro familiari e amici, sottomessi alla perpetua violenza della repressione e alle costanti violazioni dei loro diritti più fondamentali.

In Euskal Herria, la repressione politica si sente nell’aria. Ancora oggi, l’attività politica “non istituzionale”, per quanto pacifica, è sufficiente per essere arrestati e considerati terroristi nell’ambito di un conflitto politico e militare tra i più duri vissuti in Europa occidenatale dalla fine della seconda guerra mondiale: quello tra il gruppo armato indipendentista “Euskadi ta Askatasuan” (Paese Basco e libertà), e le forze armate degli Stati spagnolo e francese.

Nel paese basco, la repressione non colpisce solo l’attività politica in senso stretto. La cultura basca, di origine radicalmente diversa da quella imposta dai governi occupanti durante secoli, si basa principalmente sull’utilizzo dell’euskara, lingua basca, elemento centrale dell’identità del popolo e primo bersaglio della repressione popolare che sperava che eliminando la lingua avrebbe eliminato quella comunità che da tanti secoli resisteva. Nonostante molti sforzi, la lingua è sopravvissuta alla dittatura, così come è sopravvissuta la resistenza.

La repressione politica e culturale, così come la resistenza di un popolo in lotta per il diritto all’autodeterminazione e per un’alternativa politica e economica sostenibile, saranno al centro di due giorni di festa, cultura e mobilitazione che si svolgeranno a Friborgo il lunedì 24 e il martedì 25 marzo, con il programma seguente :

 

Lunedì 24 marzo

(Centre Fries)

Inaugurazione di un esposizione di fotografie sulla storia contemporanea del popolo basco

20.00 : proiezione dei documentari “Herrialde Berdea” e “Popo”.

 

Martedì 25 marzo

(Centre Fries)

19.00 : cena popolare

21.00 : conferenza sulla storia della resistenza del popolo basco, sui tentaztivi di assimilazione, la lotta per l’autodeterminazione e la situazione attuale del processo di pace

 

(Elvis et moi)

23.00 : KaleBorrokaTrashParty

 

Sostengono e partecipano :

Euskal herriaren Lagunak Suitza (amici e amiche del Paese Basco – Svizzera), Attac, Centre Fries, Ekaitza, Collettivo Scintilla, Collectif 100Fuegos, Associazione Svizzera Cuba, Associazione degli studenti di antropologia – Friborgo.

 

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Goccia dopo goccia, costruiamo un mare per i diritti dei prigionieri politici

Il mare per i diritti dei prigionieri politici è arrivato fino in Ticino, da dove portiamo la nostra solidarietà ai 520 prigionieri politici baschi e alle loro famiglie ai quali lo Stato spagnolo impone una pena supplementare sotto forma della dispersione.

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Per cercare di rompere i legami di solidarietà tra i militanti e con la società basca in generale, i 520 prigionieri politici sono dispersi in 80 diverse carceri situate a centinaia di km da Euskal Herria. Nonostante questo, sono sempre più numerose le persone che si impegnano per costringere Madrid e Parigi a mettere fine a questa ennesima barbarie. Continue reading Goccia dopo goccia, costruiamo un mare per i diritti dei prigionieri politici