16. 07 // PRESENTAZIONE ” LA SCUOLA DELL’ODIO – 7 ANNI NELLE PRIGIONI ISRAELIANE”

SCUOLA

 

Militante ticinese del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Bruno Breguet ha appena vent’anni quando, nel 1970, viene arrestato ad Haifa dalle autorità israeliane. Accusato di svolgere attività terroristica per conto del Fronte, Breguet viene percosso e torturato a lungo prima di essere trasferito nel carcere di Ramleh dove, per ben sette anni, rimarrà a disposizione dei suoi aguzzini, che riservano ai prigionieri politici i trattamenti più duri senza riuscire ad avere la meglio sulla determinazione con cui i militanti riescono a lottare perfino dietro le sbarre di una cella di sicurezza.
Nella prigione, Breguet continuerà la sua battaglia antisionista, rifiutando di scendere a patti con i servizi segreti e, in seguito, organizzando sommosse, preparando piani di evasione e tentando sempre e comunque di comprendere, attraverso lo studio, la natura dei mostri generati da una società divisa in classi nel contesto della guerra di conquista condotta ai danni della Palestina dall’imperialismo israeliano.

Nato nel 1950 a Muralto, in Svizzera, entra a far parte del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nel 1970 diventando, dopo l’arresto subito ad Haifa lo stesso anno, il primo non palestinese membro della Resistenza a essere processato e condannato da un tribunale israeliano. Costretto a subire durissime condizioni detentive, Breguet sconterà una pena di sette anni nel carcere di Ramleh, rifiutando sistematicamente di dichiararsi “pentito” e raccogliendo, al culmine di una mobilitazione internazionale, la solidarietà di attivisti e intellettuali come Roland Barthes, Louis Althusser, Jacques Le Goff, Gilles Deleuze, Umberto Terracini, Alberto Moravia, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Franco Fortini, Noam Chomsky.
Uscito di prigione nel 1977, Bruno Breguet è arrestato nuovamente in Francia nel 1982, accusato di essere membro dell’ORI, l’Organizzazione dei Rivoluzionari Internazionali di Ilich Ramirez Sanchez, più noto con il nome di battaglia di “Carlos”. Tornato in libertà tre anni dopo, Breguet si trasferisce in Grecia, dove lavora come carpentiere fino al 1995, anno in cui sparisce misteriosamente dalla motonave “Lato” lungo la rotta Ancona-Igoumenitsa.

45 anni dopo l’arresto di Breguet, l’essenza dello Stato Israeliano non è mutata

No all’autocelebrazione di Israele all’interno del Festival del Film di Locarno

L’organizzazione del Festival del Film di Locarno legittima indirettamente questa oppressione, dimostrando la sua complicità con le autorità israeliane: nella sessione 2015 sarà infatti proposta una retrospettiva sul cinema israeliano, nell’iniziativa “Carte Bianche”, in collaborazione con il Fondo Israeliano per il Cinema (agenzia finanziata dal governo e dal Ministero degli esteri israeliani). Nonostante il carattere “sociale” del festival, quest’ultimo non si preoccupa di collaborare con chi, negli ultimi 60 anni, ha messo in atto un vero e proprio genocidio, torturando, massacrando e devastando un popolo.

Ma c’è chi non vuole tacere di fronte a quest’autocelebrazione: c’è chi ricorda i corpi dilaniati dopo i bombardamenti su Gaza, che non può chiudere gli occhi di fronte al razzismo di uno Stato che vuole distruggere un popolo in nome di un “diritto superiore”, che non può dimenticare che un genocidio è in corso e che quindi non c’è nulla da celebrare. La politica di apartheid e il sistematico genocidio operato contro la popolazione palestinese vanno denunciati e combattuti, con ogni mezzo necessario.

Per queste ragioni, il Collettivo Scintilla ha il piacere di invitare Cristiano Armati (http://www.armati.info/chi-e-cristiano-armati/) per la presentazione del libro edito da Red Star Press “La scuola dell’odio – 7 anni nelle prigioni israeliane” di Bruno Breguet.

16.05 // PRESENTAZIONE “SEBBEN CHE SIAMO DONNE – STORIE DI RIVOLUZIONARIE”

16maggio3

Il Collettivo Scintilla vi invita alla presentazione del libro “Sebben che siamo donne – Storie di rivoluzionarie”, che sarà strutturata con interventi, video e reading da parte di Paola Staccioli e Silvia Baraldini, il 16 maggio 2015, alla Casa del Popolo a Bellinzona, alle ore 18.

Questo libro è nato per dare un volto e un perché a una congiunzione. Nel commando c’era anche una donna, titolavano spesso i giornali qualche decennio fa. Anche. Un mondo intero racchiuso in una parola. A sottolineare l’eccezionalità ed escludere la dignità di una scelta. Sia pure in negativo. Nel sentire comune una donna prende le armi per amore di un uomo, per cattive conoscenze. Mai per decisione autonoma. Al genere femminile spetta un ruolo rassicurante. In un’epoca in cui sembra difficile persino schierarsi «controcorrente», le «streghe» delle quali si racconta nel libro emergono dal recente passato con la forza delle loro scelte. Dieci militanti politiche (Elena Angeloni, Margherita Cagol, Annamaria Mantini, Barbara Azzaroni, Maria Antonietta Berna, Annamaria Ludmann, Laura Bartolini, Wilma Monaco, Maria Soledad Rosas, Diana Blefari) che dagli anni Settanta all’inizio del nuovo millennio, in Italia, hanno impugnato le armi o effettuato azioni illegali all’interno di differenti organizzazioni e aree della sinistra rivoluzionaria, sacrificando la vita per il loro impegno.

(http://www.deriveapprodi.org/2015/01/sebben-che-siamo-donne-2/)

Durante la serata potrà essere acquistato il libro e saranno venduti libri e altro materiale informativo della bancarella di Scintilla.

8.03 // L’8 TUTTO L’ANNO: 8 MARZO FESTA DELLE DONNE (ESPOSIZIONE, PROIEZIONE, CONCERTO)

 

Volantino definitivo 8 marzo 2015

 

Domenica 8 marzo, il Collettivo Scintilla invita tutt* alla Fabbrica a Losone per festeggiare le donne che lottano, al motto di “L’8 tutto l’anno”.

IL PROGRAMMA:

16.00: Apertura mostra “Affiches du Fonds Mouvement de Libération des Femmes de Genève” degli Archives Contestataires e del Espace Femmes International.

17.00: Proiezione del film- documentario “Vogliamo anche le rose” (di Alina Marazzi (2007), 84′), sulla nascita e lo sviluppo del movimento femminista in Italia.
Seguirà una discussione.

19.00: buffet offerta libera

21.00 Concerto acustico // Rancheras messicane in salsa nostrana e altre prelibatezze dell’America Latina. Con Raissa Avilés (voce) e Max Frappolli (chitarra).

Durante la serata si svolgerà la riffa dell’8 marzo e sarà possibile trovare i libri e altro materiale informativo di Scintilla.

26-28.12 // UN FIORE CHE NON MUORE PTE. 2

 

fiore2-1

 

Al CSOA il Molino, il Collettivo Scintilla organizza tre giorni di festa, lotta e controcultura, dove si toccheranno svariati temi e realtà.

Il programma sarà il seguente:


VENERDÌ 26. 12 // LOTTE OPERAIE

10.00 Pratiche di lotta operaia: sciopero, sabotaggio, occupazione, autodifesa ( G. Dunghi)
12.00 Pranzo Popolare
14.00 Presentazione del libro “Scioperi e contestazioni operaie in Svizzera tra il 1969 e il 1979” di Frédérich Deshusses
16.30 Proiezione “L’arte della guerra”, documentario sull’innse di Silvia Luzi e Luca Bellini
19.00 Cena Popolare Benefit Associazione Aiuti alle Famiglie di Vittime sul Lavoro
21.30 Trash Party: Colonna Anti Cultura & Dj Zoccolo

SABATO 27.12 // ANTIREP

14.00 Atelier di Sicurezza Informatica: portate il vostro pc!
16.00 Presentazione e dibattito sulla repressione dei movimenti sociali in Italia
18.00 Film: “Diaz- non pulite quel sangue” (2012, D. Vicari)
20.00 Cena Popolare
21.30 Concerti:

– Mannaja- Punk Rock Lecco
– La Freakmachine- Streetpunk Osogna
– Senza Frontiere- Punk Oi! Milano
A seguire Dj Set ( Ska Rocksteady Oi! Punk Reggae) con Dj Hurly Burly

DOMENICA 28.12 // LOTTE FEMMINISTE

14.00/ 17.00 Lotte di Donne- Parte e particolarità della Lotta di classe con Revolutionärer Aufbau
19.00 Cena popolare kurda
21.00 Documentario: “Primavera in Kurdistan” ( 2006, Stefano Savona)

Vi Aspettiamo Numeros*!

28.12 – 01.01 // Per un nuovo anno di lotta

Per un nuovo anno di lotta

VE 20.09 // La proprietà privata

Presentazione e dibattito

Ore 20.30 // Casa del Popolo, Bellinzona

L’abolizione della proprietà privata è stata il principale obiettivo dei movimenti che fino ad un secolo fa si battevano per una società dove tutti e tutte potessero trarre vantaggio dalla ricchezza prodotta, nessuno escluso. Il tema ha poi perso importanza e ai giorni nostri, se si parla di ridurre le disuguaglianze tra chi produce e chi si appropria dei frutti del lavoro, questa proposta sembra essere diventata un tabù. Perché? Che cosa comporterebbe l’abolizione della proprietà privata per il nostro sistema economico? Quali sarebbero i pericoli e quali i vantaggi? Come possiamo rimediare ad un futuro che ci vede senza futuro?

Serata di formazione aperta al pubblico. Presenta un militante di Scintilla.

Per informazioni : scintilla@canaglie.net