11.12 // OFFICINE DI BELLINZONA: NON UN PASSO INDIETRO

A 10 anni dalla mobilitazione che ha riscosso una solidarietà popolare quasi senza precedenti in Ticino, le Officine di Bellinzona sono nuovamente sotto attacco e necessitano più che mai dell’aiuto di tutte e tutti noi.

Nel 2013 Officine, FFS e autorità comunali e cantonali raggiungono un accordo in merito al Centro di competenze dei trasporti, il quale raccoglie anche il via libera dallo studio di fattibilità commissionato alla SUPSI. La convenzione sottoscritta dalle parti prevede, tra le altre cose, la garanzia da parte delle FFS sul mantenimento del volume di lavoro e l’attuazione di una strategia di sviluppo; entrambe sul medio-lungo termine con un periodo di transizione di circa 5-7 anni.

A settembre 2015 viene nominato il direttore del Centro di competenze e il progetto si avvia. Apparentemente sembra che le parti abbiano raggiunto un obiettivo condiviso e comune: fin da subito, però, i lavoratori dichiarano che le FFS non stanno rispettando gli accordi, in quanto la mole di lavoro è in deficit di parecchie ore e, conseguentemente, alcuni lavoratori sono già stati licenziati. Nei mesi a seguire le maestranze delle Officine, oltre a lamentare la diminuzione delle ore lavorative, chiedono a gran voce più chiarezza e conferme da parte delle FFS con la speranza che la visione comune sugli obiettivi discussi in precedenza trovi poi conferme nella realtà Da sempre i lavoratori propongono di attuare una diversificazione sul mercato, accogliendo anche commesse da terzi attori e introducendo un settore legato alla ricerca e allo sviluppo. Il tutto a favore di una maggiore autonomia sia a livello decisionale sia a livello produttivo, in quanto le Officine hanno una struttura solida e conforme, che potrebbe accogliere molte e varie commesse, come ad esempio la manutenzione dei TILO. Inoltre, i lavoratori detengono quelle competenze e conoscenze che permetterebbero loro un ulteriore sviluppo verso nuovi settori. Insomma le Officine sono un’ottima occasione di progresso comunale e regionale.

Tuttavia, negli anni, le rivendicazioni basilari rimangono inascoltate e i licenziamenti diventano sempre più numerosi: dal 2013 ad oggi sono stati licenziati 130 lavoratori, che corrispondono a circa il 25 per cento delle maestranze

Di fatto le FFS hanno completamente ignorato gli accordi pattuiti in precedenza: le Ferrovie federali non hanno mai seriamente preso in considerazione di mantenere e sviluppare le Officine di Bellinzona. Un comportamento scandaloso, soprattutto in quanto ad attuarlo è un’ex regia federale. Ma non sono da meno le autorità nostrane: il governo ticinese e il Municipio di Bellinzona hanno semplicemente lasciato passare il tempo, sperando che la situazione si risolvesse da se e che l’attenzione popolare scemasse, per poter poi riqualificare il terreno a favore di interessi economici maggiori.

Tutti e tre gli attori in questione – FFS, Consiglio di Stato e Municipio di Bellinzona – hanno siglato degli accordi ben precisi con le Officine , ma poi nella realtà dei fatti questi non sono mai stati

realmente rispettati.

Ora le FFS propongo quattro nuovi scenari per le Officine, mai discussi in precedenza: quello su cui sono più orientate è lo spostamento della struttura a Castione con il conseguente licenziamento di metà del personale. Tenendo conto che il 25% dei lavoratori è già stato lasciato a casae che nel lasso di tempo fino all’effettiva edificazione della nuova struttura passeranno altri anni, il personale attuale delle Officine sarà de facto completamente azzerato. Una presa in giro colossale, fiancheggiata anche e soprattutto dalle autorità cantonali e comunali, le quali hanno dimenticato gli accordi siglati nel 2013 e tutte le belle parole spese all’epoca della mobilitazione a difesa dei lavoratori delle Officine.

Alla luce degli ultimi sviluppi, i lavoratori e le lavoratrici delle Officine proseguono strenuamente la loro lotta e il Collettivo Scintilla si posiziona solidale al loro fianco!

Il 16 dicembre alle 16.30 vi invitiamo dunque tutte e tutti a partecipare in Pittureria (situata nello stabile delle Officine) all’assemblea popolare, seguita dalla cena e da una serata in musica!

Contro lo smantellamento programmato, contro ogni chiusura, contro qualsiasi variante che non sia quella giusta per i lavoratori e le lavoratrici, organizzarsi e lottare!

9.11 // LE OFFICINE DI BELLINZONA NON SI TOCCANO

 

Dopo il tentativo di chiusura definitiva delle Officine del 2008, ora le Ffs ci riprovano: sebbene non sia ancora ufficiale, sembra proprio che la regia federale miri a dimezzare entro il 2026 il numero di maestranze – passando dunque da 400 a 180 operai – a seguito della delocalizzazione da Bellinzona a Castione.

Invece di essere salvaguardate, dopo che sono state strenuamente difese con le unghie e con i denti da lavoratori e popolazione tutta, le Officine sono nuovamente sotto attacco. Prima la delocalizzazione dalla sede storica di Bellinzona, che già faceva presagire il peggio, ora questa notizia: tutto fa intendere che il futuro sarà sempre più plumbeo e che la prossima decisione delle Ffs punterà a ciò che non è riuscita a ottenere nel 2008.

Il Collettivo Scintilla si oppone fermamente alla chiusura delle Officine di Bellinzona, come a qualsiasi altro attacco alla classe lavoratrice. La chiusura delle Officine è un simbolo, rappresenta un assalto sempre più spietato ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, in un mondo salariato sempre più precario. Ogni giorno si assiste a un peggioramento di questi diritti: è di questi giorni, per esempio, la proposta di flessibilizzazione degli orari di lavoro avanzata dalle piccole e medie imprese, fino a un totale di 50 ore lavorative settimanali. Non è invece una notizia nuova il fatto che l’utilizzo di lavoratori interinali sia sempre più importante da parte delle imprese, ciò che ha comportato la creazione di un nuovo status lavorativo permanente. Come pure è già ampiamente assodato che le condizioni salariali e sociali siano sempre più precarie.

E chi ingrassa è sempre e solo il capitale, sulle spalle di tutte e tutti noi. Non possiamo assistere inermi di fronte a questo peggioramento continuo, che non pare si voglia arrestare. Le cose andranno sempre peggio, non è più il tempo di adottare dei palliativi, questo sistema non può e non dev’essere riformato.

Nel 1865, nel saggio “Salario, prezzo e profitto”, Karl Marx affermava che: “Eppure, tutta la storia dell’industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione”. La misura è colma, non possiamo più accettare che il capitale faccia sprofondare lavoratori e lavoratrici in una crisi più profonda: salvare le Officine e salvare tutta la classe lavoratrice dev’essere la nostra parola d’ordine.

CONTRO CAPITALE E PRECARIATO, PER LE OFFICINE E PER TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI, ORGANIZZARSI E LOTTARE!

25.02 // SCIOPERO ALLA EXTEN: LOTTA, RESISTENZA E SOLIDARIETÀ

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Il seguente testo è stato diffuso dal Collettivo Scintilla sul territorio in sostegno alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici della Exten di Mandrisio.

SCIOPERO ALLA EXTEN
Lotta, Resistenza, Solidarietà

Da giovedì mattina i lavoratori e le lavoratrici della Exten di Mendrisio sono scesi in sciopero in risposta ai tagli dei salari, fino al 26%, imposti dalla direzione.
Queste misure di risparmio sono state imposte sotto ricatto convocando singolarmente o a piccoli gruppi i/le lavoratori di fronte a diversi membri della direzione; siamo davanti alla solita forma di aut-aut “o così, o a casa”.

Nonostante la piena disponibilità degli operai e del sindacato a entrare in discussione sui tagli, la direzione ha fermamente ribadito la propria posizione, rifiutando con forza ogni discussione collettiva.
I lavoratori e le lavoratrici hanno coraggiosamente respinto tutte le aggressioni rivolte a loro e alle loro famiglie, arrivando persino a votare lo sciopero ad oltranza davanti alla direzione.

La situazione alla Exten si inserisce, ancora una volta, nel quadro generale dell’attacco del capitale verso la classe operaia; ciò dimostra come gli interessi degli operai e delle operaie non sono, ne saranno mai, conciliabili con quelli dei padroni e che l’unica via percorribile è quella della lotta per i diritti e per una società più giusta.

Il collettivo scintilla si unisce alla solidarietà dimostrata in questi giorni dai lavoratori e dalle lavoratrici delle fabbriche della zona e dalla gente che abita il territorio, e invita tutti e tutte a fare lo stesso.

 

CONTRO L’ARROGANZA PADRONALE
ORGANIZZARSI E LOTTARE!