17.04 // Giornata internazionale dei prigionieri e delle prigioniere politiche

17aprile

LIBERARE TUTTI E TUTTE VUOL DIRE LOTTARE ANCORA

Nel 2004 a Donostia (Paese basco) è stata adottata una dichiarazione istituendo il 17 aprile come giornata internazionale in solidarietà con i prigionieri e le prigioniere politiche. Questa data è stata scelta per ampliare la portata di una giornata che, dal 1975, era già dedicata alla solidarietà con i prigionieri e le prigioniere palestinesi, trasformandola nell’occasione per portare il calore e il sostegno a tutti e tutte le rivoluzionarie e militanti prigioniere in ogni paese del mondo.

Questa data resta purtroppo di attualità essendo ancora migliaia le persone che dal Kurdistan alla Palestina, passando dal Paese Basco ma anche dalle carceri svizzere, si trovano oggi incarcerate e condannate a pene più severe del previsto a causa della loro lotta contro il capitalismo, per i diritti delle minoranze e della classe operaia.

Oltre a subire pene più lunghe, i militanti sono soggetti a misure d’eccezione come la dispersione in carceri lontane centinaia di km da compagni e famigliari, censura della posta, negazione dell’accesso ai giornali e all’informazione, isolamento, perquisizioni continue e degradanti, rifiuto della liberazione condizionali, … Trattamenti che impongono, di fatto, una doppia pena ai prigionieri e le prigioniere politiche e ai e alle loro familiari .

Il carcere è spesso il destino dei e delle militanti che più si impegnano nella critica e nella lotta contro il capitale e che per questo motivo né diventano i bersagli prioritari. Se il sostegno delle organizzazioni rivoluzionarie è un passo importante sul piano umano per chi le persone incarcerate, il passato insegna che è solo con la mobilitazione di un’ampia fetta della classe operaia nazionale e internazionale che si può ristabilire un rapporto di forza che permetta un effettivo miglioramento delle condizioni dei e delle detenute politiche e, in alcuni casi, di ottenere la loro liberazione.

In questo senso si inserisce la campagna di solidarietà portata avanti dal Gruppo di Informazione e Appoggio ai Prigionieri (GIAP), organo del Collettivo Scintilla, in sostegno a sei prigionieri e prigioniere, scelti per rappresentare l’insieme dei compagni e delle compagne incarcerate.

L’azione principale è consistita nell’invio di decine di cartoline, firmate da compagne e amici, che hanno voluto mostrare a tanto alle persone rinchiuse che a chi ha pronunciato le condanne, che non sono soli e sole, e che è possibile e necessario organizzarsi per trasformare ogni condanna in uno spunto per allargare la lotta e per smascherare la violenza del capitalismo. Violenza diretta principalmente contro le classi popolari e in particolare contro quel settore che si organizza per resistere all’offensiva capitalista e per costruire un’alternativa politica e sociale.

I destinatari della campagna sono i seguenti : i prigionieri svizzeri Marco Camenisch e Andrea Stauffacher, l’antifascista italiano Davide Rosci, il franco-libanese Georges Ibrahim Abdallah, il prigioniero politico basco Gaizka Astorkizaga e la pantera nera Mumia Abu-Jamal.

Favorevolmente stupiti dall’entusiasmo che ha suscitato la campagna, tanto tra chi ha partecipato che dai destinatari delle cartoline, continueremo a lavorare per ampliare il sostegno ai prigionieri e alle prigioniere politiche finché per ognuno e ognuna dentro, mille lotteranno fuori.

LA SOLIDARIETÀ È UN’ARMA
PER LA LIBERTÀ DEI PRIGIONIERI E DELLE PRIGIONIERE POLITICHE : ORGANIZZARSI E LOTTARE

Collettivo Scintilla // Gruppo di Informazione e Appoggio ai Prigionieri

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