GIÙ LE MANI DALLA NOSTRA SALUTE E DAI NOSTRI SALARI

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– I premi aumentano

La maggioranza borghese in parlamento aveva spacciato l’adozione della LaMal come una soluzione per diminuire i premi dell’assicurazione malattia obbligatoria. Peccato che secondo l’ufficio federale di statistica negli ultimi 15 anni a livello svizzero i premi sono aumentati dell’83%, in media del 5,5% all’anno.

– Gli assicuratori privati accumulano profitti

L’aumento permette in particolare agli assicuratori privati di accumulare riserve illimitate da investire in borsa per aumentare i profitti dei loro azionari. Mentre anche quest’anno è previsto un aumento dei premi, le grandi casse malati dichiarano decine di milioni di utile. Nel 2013 la cassa Helsana, la più grande della Svizzera, ha dichiarato un utile di 153 milioni di franchi. Mentre a fine salario manca sempre troppo mese, ecco che gli azionisti delle casse malati si intascano il frutto del nostro lavoro e lo usano, in parte, per finanziare la propaganda contro l’iniziativa sulla cassa malati unica.

– I salari stagnano:

Mentre i premi aumentano, i salari stagnano. Nell’industria ad esempio nello stesso periodo le paghe sono aumentate di solo l’1% all’anno. Quei pochi decimi di aumento che riusciamo a strappare ai padroni scompaiono quindi rapidamente, inghiottiti dall’aumento vertiginoso dei premi delle casse malati. Questo anche perché la maggior parte della spesa viene riversata sulle spalle dei salari più bassi, visto che i padroni rifiutano che i premi vengano fissati in base al reddito e che quindi chi guadagna 50’000.- franchi al mese paga lo stesso di chi questa cifra la guadagna in un anno.

– Il lavoro peggiora e la salute ne risente:

All’aumento dei premi si accompagna un aumento dei problemi di salute tra le persone che lavorano, problemi dovuti al peggioramento delle condizioni di lavoro, all’aumento dei ritmi, della pressione e degli straordinari. Secondo TravailSuisse i casi di stress causati dal lavoro sono aumentati del 30% in 10 anni, e la tendenza è in aumento. Secondo la SUVA le malattie psichiche e neurologiche causate dal lavoro aumenteranno del 50% entro il 2030. Peggiorando le condizioni di lavoro, i padroni aumentano i loro profitti speculando sulla salute di chi lavora. A loro i benefici, a noi le malattie e la depressione.

– A pagare sono sempre gli operai:

Ci si ammala di più, bisogna quindi farsi curare di più. Ma versare il premio non basta, tocca ancora pagare la franchigia e una percentuale delle spese. Nei paesi dove la cassa malati è pubblica l’operaio con il mal di denti o con un dolore alla schiena va dal medico e se necessario si fa operare. L’operaia che si preoccupa della sua salute può andare all’ospedale e fare una mammografia. In quei paesi la salute è un diritto. In Svizzera invece quelle stesse persone spesso rinunciano e soffrono in silenzio. Perché nel nostro paese la salute è una merce e andare dal medico significa pagare ancora centinaia di franchi di franchigia. Visto che i salari non aumentano e che di lavoro ce n’è poco, quei soldi troppo spesso non ci sono.

– Esigere servizi sanitari di qualità per tutti e tutte:

Se la votazione sulla cassa malati pubblica del 28 settembre ha il merito indubbio di mantenere attivo il dibattito pubblico sull’impatto della privatizzazione della salute lascia da parte molti temi fondamentali. Non si tratta semplicemente di spostare il controllo della cassa malati dal privato al pubblico. Si tratta di garantire a tutti e a tutte un reale e incondizionato accesso a strutture sanitarie di qualità. I mezzi ci sono. Basta riprenderci le riserve accumulate dalle casse malati, chiudere le cliniche di lusso per gli oligarchi russi e aprire ospedali e dispensari medici per gli operai.

– Fermare il furto dei salari, le spese le paghino i padroni:

Si tratta anche di mettere fine al furto del salario con la scusa dei costi dell’assicurazione malattia. Abbiamo già pagato fin troppo. Non vogliamo cambiare un indirizzo sulla cedola di versamento, vogliamo che ai lavoratori e alle loro famiglie quella cedola non arrivi più. Chi lucra sulla vita dei lavoratori e rovina la loro salute deve pagare i danni causati. Che le spese della salute le paghino le tasse dei padroni.

LA CASSA MALATI LA PAGHINO I PADRONI!

 

Collettivo Scintilla

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