SA 4.05 // Festival Anticapitalista (Lucerna)

Questo sabato a Lucerna i compagni e le compagne de La Gota e di altri collettivi organizzano un Festival Anticapitalista con concerti e un corteo. L’appuntamento è per le 14.00 a Lucerna alla Kurplatz. La Scintilla aderisce e organizza una trasferta dal Ticino. Chi fosse interessat@ a partecipare ci contatti.

Di seguito la traduzione dell’appello per il Festival Anticapitalista :

 

LIBERIAMO LE NOSTRE IDEE : APPELLO PER IL FESTIVAL ANTICAPITALISTA DEL 4 MAGGIO
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Da decenni il principio della sfrenata economia di mercato, con i suoi irreali tassi di crescita, i favolosi profitti e gli spettacolari affari speculativi, ha condotto le nostre vite direttamente nella  crisi economica e sull’orlo del tracollo. Un sistema che trova forma solamente attraverso lo sfruttamento e l’indebitamento di persone, di animali e della natura.

Chi ancora crede alle storielle dell’auto-regolamentazione dei mercati? Piuttosto sembra essere la strategia di fare terra bruciata a dominare, l’unica conseguenza possibile è la pura devastazione.

I complessi industriali creano gravi danni ecologici, derubano le persone dei propri diritti umani e le costringono ad una rovinosa dipendenza.

Il mercato che non conosce crisi è quello in cui domina la concorrenza spietata e il capitale finanziario, questo stesso mercato detta morte su tutto il resto. Deve essere per forza questo il nostro futuro?

Solo chi ne trae un lauto guadagno crede fermamente in questo modello economico. Un’élite di politici, economisti, e personalità di spicco della società, di dubbia legittimazione, i quali creano veemente una negativa redistribuzione dal basso verso l’alto e combattono contro i diritti sociali. Questa destabilizzazione pilotata peggiora la situazione della già debole coesione sociale, creando sempre più divisione e prospettive buie per il futuro; basti pensare allo scempio di propagande xenofobe e populiste nelle nostre strade.

La nostra risposta può essere soltanto quella della consapevolezza collettiva. Una collettività che è da intendersi al di sopra di ogni confine, di ogni confessione religiosa e di ogni ideologia; e che si impegni per creare delle strutture di pubblica utilità e di sostenibilità sociale. Tutto ciò deve valere per ogni essere umano. Per esempio tutti e tutte devono avere accesso ai beni di dominio pubblico, nel senso che a ognuno di noi deve essere garantita una vita dignitosa; e quindi libero accesso ad acqua pulita, ad aria pulita, ai medicinali, allo studio, alla formazione e all’informazione; inoltre bisogna garantire una sufficiente alimentazione, libertà in generale e libertà di movimento. Questo processo deve nascere dal basso e bisogna ottenere una giustizia sociale a livello mondiale.

Se si paragonano queste elementari pretese a livello globale, allora diventa evidente che la situazione attuale ne è l’esatto opposto, per il semplice motivo che il sistema economico capitalista sta in piedi solo grazie alla disuguaglianza sociale, all’oppressione e allo sfruttamento. Ed è sempre per questo motivo che le nostre idee e le nostre pretese non sono trattabili, perciò dichiariamo guerra a qualsiasi crescita che proponga il contrario. In tutti i campi della vita, ad ogni livello, sia locale che globale.

Il tutto inizia nelle nostre case; la politica locale lascia la gestione degli alloggi in mano ai vari investitori speculativi, i quali trascurano i bisogni della popolazione a favore dei propri guadagni.

In nome del profitto vengono imposte condizioni che impediscono di vivere dignitosamente e che parallelamente promuovono l’inasprimento della politica d’espulsione. A questo punto è importante capire che, senza le campagne diffamatorie populiste e pubblicistiche della destra, tale divisione sociale non sarebbe possibile, non ci sarebbero poveri che fanno la guerra ad altri poveri.

Una soluzione comprende sia il creare delle organizzazioni di vicinato per aiutarsi l’un l’altro, sia la resistenza collettiva, un buon esempio è la Industriestrasse a Lucerna.

Impediamo la speculazione sul mercato degli alloggi e adoperiamoci per creare degli spazi gestiti da cooperative: le case devono essere degli inquilini.

Il problema si estende anche alle stesse città; appare chiaro che il capitalismo è penetrato anche nell’angolo più remoto delle nostre vite, controllando completamente lo spazio vitale di ognuno di noi. Il tutto viene accompagnato da un’inscenazione paranormale di illusoria ricerca della sicurezza, ma le uniche conseguenze sono uno spazio pubblico super-controllato e altamente regolamentato e l’ancora maggior inasprimento della politica d’espulsione. Le persone vengono stigmatizzate e discriminate, ormai le campagne dell’odio ci hanno catturato.

Noi invece sosteniamo gli spazi autonomi; spazi liberi dall’onnipresente idea di consumismo, spazi in cui si vive la vera solidarietà, dove ci si incontra e si è arricchiti dalla multiculturalità di chi ci vive. Non dobbiamo voltare la testa quando le persone vengono torturate e discriminizzate, anzi dobbiamo intervenire: abolendo l’espatrio, introducendo il diritto di dimora per tutti/e e sabotando il meccanismo di repressione. Lottiamo insieme per la riconquista dei nostri spazi di vita.

Neppure il lavoro è privo di disagio; noi vendiamo la nostra esistenza per uno stipendio, ma questo  stipendio arricchisce solo i pochi che già posseggono troppo. Al contrario molti non riescono a vivere solo della propria attività e vengono rilegati ad uno stato di precariato sia lavorativo che sociale. Il punto di arrivo dell’élite politica ed economica è palese: tramite la liberalizzazione si crea un’economia fatta di massimizzazione del profitto, di rigorosa e spietata concorrenza e di mancanza di qualsiasi tutela del lavoro e della socialità. La crescita e il profitto valgono più delle nostre vite.

Per evitare questo vortice negativo, dobbiamo combattere globalmente contro l’iniquità sociale. L’economia di mercato si può affrontare solo distanziandosi dal nemico e dalle strutture statali. L’unità a livello locale deve essere ben ancorata, così da permettere di estendere la giustizia sociale a livello mondiale; organizziamoci in modo democratico dalla base e globalmente dal basso.

Boicottiamo e sabotiamo a livello mondiale la lotta contro la giustizia sociale, sosteniamo i movimenti locali di resistenza tramite l’informazione e la solidarietà.

La solidarietà non si può delegare, quindi fai sentire anche tu la tua voce e partecipa attivamente alla progettazione del nostro futuro. La libertà va di pari passo con la partecipazione di tutti e tutte e lo sfruttamento si sconfigge solo con la resistenza. Dai una mano anche tu!

Auf zum antikapitalistischen Tanz 3.0!

 

La giornata è stata un successo. Centinaia di persone hanno partecipato al corteo e ai concerti.

Grazie ai compagni e alle compagne lucernesi per l’organizzazione. Ci si rivede l’anno prossimo.

Corteolucerna(4.05)

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